il Vermouth: da Torino alla conquista del mondo
Il vermouth (o vermuth) nasce nel 1786 quando Antonio Benedetto Carpano, nella sua bottega di Torino, unisce il vino a un'infusione di erbe e radici: un successo dovuto grazie al favore di re Vittorio Amedeo III. E' presente nei cocktail più popolari: dal Negroni al Negroni sbagliato, fino al Milano-Torino.
Quella del vermouth, intesa come storia, è immancabilmente legata ai Savoia, che tanta parte hanno avuto – non soltanto a livello politico – nelle vicende del regno. Bisogna tornare indietro nel tempo di quasi due secoli e mezzi, immaginando di varcare la soglia della bottega di Antonio Benedetto Carpano.
Siamo nel 1786 e il giovane distillatore (ha ventidue anni) va alla ricerca di una nuova bevanda. La sua intuizione è quella di miscelare due proposte tipicamente piemontesi: il vino con erbe e radici dei campi. Sceglie un vino bianco, perché vuole andare incontro al palato delle signore. Quindi unisce una trentina di aromi, che lascia in infusione con alcol e zucchero. I nomi sono i più svariati, dall’assenzio al cardamomo, dalla china al coriandolo, dal rabarbaro alla vaniglia. Quando deve scegliere come chiamarlo inventa il vermouth, in onore della Germania e del sommo poeta Johann Wolfgang Goethe, che dicono amasse.
Vermouth da wermut, ovvero l’artemisia (o assenzio maggiore), che non manca mai nel liquore. Alla prima intuizione ne segue una seconda, commerciale e, quindi, decisiva. Carpano manda una cassa di vermouth a corte. Re Vittorio Amedeo III apprezza (parecchio) e con lui tutta la nobiltà, vuoi per gusto vuoi per semplice ossequio nei confronti del sovrano. E’ la svolta per Carpano e per la sua attività, che decolla dalla piccola bottega di piazza Castello, all’angolo con via Viotti, dove una lapide celebra il ricordo di quel giorno.
Il 22 marzo 2017, è per il Vermouth un giorno storico: il giorno in cui è stato stilato e sottoscritto, dopo tanti anni di lavori, il Disciplinare del Vermouth di Torino.
Un disciplinare di produzione è un documento che definisce i requisiti produttivi e commerciali che un prodotto deve soddisfare per ottenere una denominazione.
In questo caso vengono definite la caratteristiche necessarie affinché un vermouth possa avere la denominazione Vermouth di Torino o Vermouth di Torino Riserva se vengono soddisfatti requisiti più restrittivi fissati dalla legge.
Sarà finalmente possibile tutelare questo prodotto da plagi e imitazioni straniere e distinguere la produzione piemontese dal resto della produzione, di qualità, di Vermouth italiano.
Nelle nostre Negroni Americano BOX potrai provare NEBBIA un ottimo Vermouth di Torino, a base Nebbiolo. Potrai provarlo liscio anche con la nostra bottiglia full-size di NEBBIA Vermut Locale.
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